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L’ideazione del Progetto SPACE4UXO è scaturita da una specifica interazione con gli operatori di mercato del settore della bonifica da ordigni bellici.

 

Nel richiederci un centro di “Work Force Management”, tali operatori hanno manifestato un forte interesse per soluzioni tecnologiche innovative che rendessero possibile un efficientamento, operativo ed economico, delle operazioni di bonifica di ordigni bellici (UXO) metallici.

La ricerca di soluzioni più efficienti al problema della bonifica del territorio dagli UXO, in termini operativi, economici e di sicurezza degli operatori è dovuta dalla presenza di un elevato numero di ordigni ancora inesplosi (bombe aeree, proiettili navali e campi minati), dovuti ai passati conflitti bellici ed all’incessante disseminazione di nuovi ordigni in moltissime aree del mondo dove l’instabilità politica lascia spazio a continui conflitti locali.

A seguito dei due conflitti mondiali, vengono tuttora rinvenuti mediamente circa 100.000 ordigni l’anno (fonte: Ministero della Difesa Italiana, dati 2010). Purtroppo, analogamente nei paesi che furono teatro della Seconda Guerra Mondiale, nonostante estese ed accurate azioni di bonifica da ordigni residuati bellici, si verificano tuttora incidenti: uno degli ultimi in ordine di tempo è accaduto il 3 Gennaio 2014 in Germania, vicino Bonn, dove un escavatore ha accidentalmente urtato una bomba che è esplosa uccidendo l’operatore del mezzo e provocando danni nel raggio di un chilometro.

Ciò sta a dimostrare che, nonostante gli oltre 70 anni trascorsi, questi ordigni mantengono intatto il loro potenziale distruttivo. Attualmente il servizio di rilevamento UXO è basato sul tradizionale “Mag & Flag” ovvero l’uso di un magnetometro (Mag) o altri dispositivi portatili per individuare target sospetti e la successiva segnalazione con una bandierina di segnalazione (Flag).

Questa tecnica è utilizzabile solo per aree limitate (centinaia – migliaia di ettari) poiché altrimenti richiederebbe tempi (e costi) eccessivi. Uno strumento di sensing posto a bordo di un veicolo terrestre potrebbe aumentare il ritmo di bonifica di circa 10-100 volte se la conformazione del terreno lo permette.

L’uso proposto nell’ambito del Progetto SPACE4UXO di un payload di sensing aviotrasportato (ad oggi su elicottero ma potrebbe essere sostituito in futuro con un UAV) sarebbe in grado di aumentare il ritmo di bonifica di circa 1.000 volte rispetto all’utilizzo di tecniche “Mag & Flag”.

Ultima news

Dal 4 febbraio 2016 il sito web di SPACE4UXO è online per la descrizione del Consorzio e degli obiettivi del Progetto.

Per informazioni o aggiornamenti, potete consultare la pagina contatti