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Le presenza di conflitti più o meno recenti comporta inevitabilmente che quantità rilevanti di ordigni bellici infestino ancora aree vastissime del globo, rendendole pericolose per qualsiasi uso se ne voglia fare.

 

Le attività agricole, manuali o meccanizzate che siano, sono quelle che più incorrono nel rischio d’intercettare ordigni ancora inesplosi. Si tratta di bombe d’aereo, proiettili di cannone, bombe a mano, ecc., ma gli ordigni più pericolosi sono le mine antiuomo e anticarro. Secondo il rapporto annuale del 2012 dello United Nations Mine Action Service – UNMAS, una stima di mine ed altri ordigni inesplosi presenti nei vari paesi del Mondo ammonta:

  • in Afghanistan a circa 20 milioni
  • in Kuwait a circa 6 milioni
  • in Kurdistan a circa 7 milioni
  • in Bosnia a circa 6 milioni
  • nel resto del mondo a circa 89 milioni

UNMAS opera con più di 17 programmi nei paesi più disparati e con budget di spesa di circa $59,1 milioni l’anno per le sole missioni di bonifica, di cui l’Unione Europea è la maggiore contributrice con circa $13,1 milioni nel 2012. Nel dettaglio, l’Italia ha contribuito all’azione di bonifica sovvenzionando azioni in paesi quali Afghanistan, Libia e Somalia, poi ha patrocinato azioni in altri paesi.

La realizzazione di opere infrastrutturali, ma anche di complessi edilizi o altro, comporta inevitabilmente scavi per le fondazioni ed è evidente l’utilità di una bonifica preventiva atta a individuare e neutralizzare eventuali ordigni presenti nel sottosuolo. Solo in Italia il numero degli ordigni rinvenuto ogni anno, a seguito della bonifica preventiva, è dell’ordine delle 100.000 unità con una rilevante percentuale di bombe d’aereo.

La normativa italiana riguardante questo settore ha subito recentemente un’evoluzione, anche per l’accresciuta sensibilità per la sicurezza dei cantieri. Il vecchio D.Lgs 320/1946 nel 2010 che regolamentava il settore è stato abrogato ed è subentrata la Legge 177/2012 che interviene sul D.Lgs 81/2008 imponendo l’obbligatorietà della valutazione di ordigni/residuati bellici qualsiasi opera di scavo si debba fare, oltre ad istituire un albo apposito per le ditte da abilitare per tale delicata attività.

Generalmente i residuati bellici di piccole dimensioni (quali: mine anti-carro, mine anti-uomo, bombette incendiarie d’aereo, bombe d’aereo fino a 15 kg di peso, proiettili di mortaio, ecc.) si rinvengono nel primo metro di profondità a partire dal piano campagna originale; i campi minati ancora esistenti, quali quelli presenti nel nord della regione libica della Cirenaica, possono ospitare ordigni posti anche a solo qualche decimetro di profondità. Con l’aumentare delle dimensioni, e conseguentemente del loro peso, gli ordigni residuati si rinvengono in terreni a profondità via via maggiori. In Italia il capitolato militare del Ministero della Difesa prescrive di bonificare, nelle aree del centro-nord più colpite dai bombardamenti Alleati della Seconda Guerra Mondiale, fino a sette metri di profondità dal piano campagna originale. I residuati più ingombranti e pesanti che solitamente si possono rinvenire sono bombe d’aereo da 500, 1.000, 2.000 e 4.000 libbre (circa 1.800 kg).  

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